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Prysmian: cavi e infrastrutture in Italia

Prysmian, con le sue radici profondamente italiane, incarnava e incarna ancora oggi il connubio tra eccellenza manifatturiera nazionale e ambizioni internazionali, soprattutto nel contesto della transizione energetica e della modernizzazione delle reti elettriche.

Fondata nel 1879 come Pirelli Cavi, l’azienda ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia industriale, evolvendosi fino a diventare il principale produttore mondiale di cavi sottomarini ad alta tensione, cavi terrestri per la trasmissione di energia e soluzioni per le reti di telecomunicazioni in fibra ottica. Oggi Prysmian opera in oltre 50 Paesi, con circa 30.000 dipendenti e un fatturato che, negli anni recenti, ha superato stabilmente i 15 miliardi di euro. Ma è proprio in Italia che l’azienda mantiene il cuore pulsante delle proprie attività: stabilimenti all’avanguardia, centri di ricerca e sviluppo e commesse strategiche che legano indissolubilmente il suo destino a quello del sistema-Paese.

Nel contesto del 2024, il focus su infrastrutture energetiche è diventato imprescindibile. L’Europa, e l’Italia in particolare, si trova di fronte alla necessità di potenziare le reti di trasmissione per integrare fonti rinnovabili, migliorare la sicurezza energetica e ridurre le dipendenze esterne. In questo scenario, Prysmian gioca un ruolo da protagonista assoluto. I cavi sottomarini e i sistemi HVDC (High Voltage Direct Current) rappresentano tecnologie abilitanti per collegare isole, continenti e mercati energetici diversi, permettendo il trasporto efficiente di grandi quantità di energia su lunghe distanze con perdite minime.

Uno dei progetti più emblematici in corso in Italia è proprio il Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che collegherà Sicilia, Sardinia e Campania attraverso due rami principali. Si tratta di un’opera infrastrutturale di portata storica, promossa da Terna, che richiede cavi in corrente continua da 500 kV in grado di operare a profondità record. Prysmian è stata scelta come fornitore principale per porzioni significative di questo progetto, fornendo non solo i cavi ma anche il know-how per la posa in mare a profondità che raggiungono i 2.150 metri in alcune tratte. Questi valori tecnici rappresentano una sfida ingegneristica di primissimo livello e posizionano l’Italia all’avanguardia mondiale nella posa di cavi sottomarini ad altissima tensione.

Il Tyrrhenian Link non è un progetto isolato. Fa parte di un più ampio piano di rafforzamento della rete elettrica nazionale che include anche altre interconnessioni strategiche. Tra queste spicca l’Elmed, il collegamento sottomarino tra Italia e Tunisia che mira a creare un vero e proprio ponte energetico tra Europa e Africa settentrionale. Anche in questo caso Prysmian si è distinta come partner tecnologico di riferimento, confermando la propria capacità di gestire commesse complesse in ambienti marini estremi. Progetti di questa portata non solo migliorano la sicurezza energetica del continente, ma favoriscono l’integrazione di energie rinnovabili prodotte in aree ricche di sole e vento, come il Nord Africa, con i consumi europei.

Parallelamente alle grandi infrastrutture sottomarine, Prysmian continua a presidiare il mercato dei cavi terrestri e delle soluzioni per elettrificazione. In Italia, gli stabilimenti di Pikkala, Arco Felice, Battipaglia e Mudanya (pur se quest’ultimo è in Turchia, serve anche il mercato italiano) rappresentano centri di eccellenza per la produzione di cavi ad alta e altissima tensione. Questi impianti sono stati oggetto di continui investimenti per aumentare capacità produttiva e implementare tecnologie più sostenibili, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del Gruppo. La transizione verso cavi con materiali a minor impatto ambientale e processi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico è infatti uno dei pilastri strategici di Prysmian negli ultimi anni.

Dal punto di vista economico-finanziario, il 2024 si è rivelato un anno di consolidamento e crescita per Prysmian. Già nei primi mesi dell’anno i risultati mostravano una solida redditività, con un adjusted EBITDA in progresso nonostante un contesto di domanda altalenante in alcuni segmenti tradizionali. Il focus su Power Grid, la divisione dedicata alle infrastrutture di trasmissione, ha mostrato performance particolarmente brillanti, con margini in netto miglioramento grazie all’elevato valore aggiunto dei progetti HVDC e dei cavi sottomarini. Questa divisione beneficia di un portafoglio ordini (backlog) estremamente consistente, costruito negli anni precedenti e che garantisce visibilità sui ricavi futuri per diversi esercizi.

Un altro elemento che ha caratterizzato il periodo attorno ad aprile 2024 è stata l’annuncio di operazioni straordinarie di grande rilevanza. Proprio a metà aprile, Prysmian ha comunicato l’accordo per l’acquisizione di Encore Wire, realtà statunitense specializzata in cavi per edilizia e applicazioni elettriche residenziali e commerciali. L’operazione, dal valore di circa 4,2 miliardi di dollari, ha permesso al Gruppo di rafforzare significativamente la propria presenza in Nord America, un mercato in forte espansione grazie agli investimenti infrastrutturali legati all’Inflation Reduction Act e alla crescita delle rinnovabili. Sebbene l’acquisizione riguardasse principalmente il mercato estero, essa riflette la strategia di Prysmian di bilanciare esposizione geografica e diversificazione settoriale, mantenendo però un ancoraggio forte all’Italia come base industriale e di innovazione.

In Italia, il legame con il sistema elettrico nazionale resta indissolubile. Terna, gestore della rete di trasmissione, è uno dei clienti più importanti del Gruppo e le commesse legate a progetti come Tyrrhenian Link o future interconnessioni rappresentano non solo un driver di fatturato, ma anche un volano per l’indotto italiano. Centinaia di imprese fornitrici, dai produttori di materiali compositi alle società di ingegneria e logistica, beneficiano indirettamente dell’attività di Prysmian. Questo effetto moltiplicatore sull’economia reale è uno degli aspetti più rilevanti quando si analizza il ruolo di un’azienda come Prysmian nel contesto nazionale.

Dal punto di vista della sostenibilità, il Gruppo ha continuato a perseguire obiettivi ambiziosi. Riduzione delle emissioni Scope 1 e 2, utilizzo crescente di materiali riciclati nei cavi, investimenti in R&D per soluzioni sempre più efficienti: questi sono temi centrali nella narrazione industriale di Prysmian. La società ha aderito a iniziative globali per la transizione energetica e ha ottenuto finanziamenti da istituzioni come la Banca Europea per gli Investimenti (EIB) proprio per supportare la produzione di cavi sottomarini e terrestri per la trasmissione di energia da fonti rinnovabili.

Guardando al portafoglio prodotti, oltre ai cavi sottomarini e ai sistemi HVDC, Prysmian mantiene una presenza rilevante nel settore Telecom, con soluzioni in fibra ottica che supportano lo sviluppo delle reti 5G e della banda ultra-larga in Italia. Anche qui il legame con il Paese è forte: progetti di digitalizzazione nazionale e cablatura di aree rurali vedono spesso Prysmian come fornitore chiave.

In sintesi, intorno al 6 aprile 2024, Prysmian si presentava come un’azienda in piena salute industriale e finanziaria, saldamente ancorata all’Italia ma con una proiezione globale sempre più marcata. Il suo core business – cavi e infrastrutture per energia e connettività – si trova esattamente al centro delle grandi trasformazioni in atto: elettrificazione, rinnovabili, sicurezza energetica e digitalizzazione. In un momento in cui l’Italia discute di autonomia energetica, reindustrializzazione e transizione ecologica, una realtà come Prysmian rappresenta un asset strategico nazionale, capace di coniugare tradizione manifatturiera, innovazione tecnologica e capacità di esecuzione su scala internazionale.

Il futuro del Gruppo dipenderà dalla capacità di convertire l’attuale backlog record in crescita redditizia sostenibile, gestendo al contempo le complessità geopolitiche, l’inflazione dei materiali e la volatilità della domanda in alcuni comparti. Ma il posizionamento competitivo, la leadership tecnologica nei cavi sottomarini e il radicamento italiano lasciano ben sperare. Prysmian non è solo un’azienda quotata: è un pezzo fondamentale dell’infrastruttura che permetterà all’Italia – e all’Europa – di affrontare le sfide dei prossimi decenni.

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