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Luxottica-Essilor: il made in Italy nell’occhialeria

La storia inizia nel 1961, quando Leonardo Del Vecchio, un giovane imprenditore originario di Milano ma legato profondamente al Bellunese, fonda a Agordo, piccolo comune dolomitico in provincia di Belluno, una minuscola officina per la produzione di componenti per occhiali. Da quell’inizio quasi artigianale, in un’Italia del boom economico, nasce Luxottica: un’azienda che in pochi decenni avrebbe rivoluzionato l’intero comparto, passando dalla subfornitura alla creazione di un modello industriale integrato verticalmente.

Negli anni ’70 e ’80 Luxottica compie scelte strategiche audaci. Acquisisce marchi iconici come Persol (nel 1995, ma con radici già consolidate) e soprattutto Ray-Ban (nel 1999 dall’americana Bausch & Lomb), mossa che segna l’ingresso definitivo nel mondo dei marchi di lusso e sportivi. Parallelamente, il gruppo sviluppa una rete distributiva diretta, aprendo negozi monomarca e catene specializzate come LensCrafters negli Stati Uniti, Sunglass Hut e, in seguito, Pearle Vision. Questa integrazione verticale – dal design alla produzione, dalla logistica al retail – diventa il vero elemento distintivo, permettendo controllo totale sulla filiera e margini più elevati rispetto ai concorrenti.

Dall’altra parte delle Alpi, Essilor rappresenta da decenni il punto di riferimento mondiale nelle lenti oftalmiche. Nata nel 1972 dalla fusione di due società francesi storiche, l’azienda si specializza in tecnologie avanzate per la correzione visiva: lenti progressive, antiriflesso, fotocromatiche e, più recentemente, soluzioni per il controllo della miopia nei bambini come Stellest. Mentre Luxottica domina il mondo della montatura, Essilor controlla circa il 45% del mercato globale delle lenti finite.

Il 1° gennaio 2018 entra ufficialmente in vigore la fusione paritetica tra i due giganti, dando vita a EssilorLuxottica, un gruppo con sede legale in Francia ma con un’anima industriale fortemente italiana. La transazione, valutata intorno ai 50 miliardi di euro all’epoca, crea il primo player mondiale nel settore eyewear, con un fatturato combinato che supera i 15 miliardi di euro già nei primi anni. Leonardo Del Vecchio, fino alla sua scomparsa nel 2022, rimane figura centrale, garantendo continuità alla visione italiana all’interno della nuova entità.

Il made in Italy rappresenta ancora oggi uno dei pilastri fondamentali di EssilorLuxottica. La produzione di montature di alta gamma avviene prevalentemente in Italia, con stabilimenti di eccellenza ad Agordo, Sedico, Lauriano e altre località del distretto bellunese. Qui nascono le collezioni di Ray-Ban, Oakley, Persol, Prada, Versace, Armani, Bulgari e decine di altri marchi in licenza o di proprietà. La filiera italiana garantisce quel mix unico di artigianalità e tecnologia che rende gli occhiali italiani riconoscibili in tutto il mondo: dal taglio manuale delle lenti alle finiture a mano, dalla piegatura dei metalli alle verniciature speciali.

Il distretto dell’occhialeria di Belluno e del Cadore rimane uno dei più importanti al mondo, con migliaia di addetti specializzati e una filiera che include piccole e medie imprese fornitrici di componenti. EssilorLuxottica continua a investire pesantemente in questi territori, mantenendo viva la tradizione manifatturiera italiana anche in un’epoca dominata dalla delocalizzazione. Gli stabilimenti italiani non sono solo siti produttivi, ma veri centri di ricerca e innovazione, dove nascono prototipi e collezioni limited edition.

Dal punto di vista economico-finanziario, il percorso post-fusione mostra una traiettoria di crescita costante. Nel corso del 2023 il gruppo aveva già registrato risultati record, con ricavi superiori ai 25 miliardi di euro e margini operativi in espansione. L’anno 2024 segna un ulteriore passo avanti: i ricavi consolidati raggiungono 26,5 miliardi di euro, con una crescita del 6% a cambi costanti rispetto all’anno precedente. Il quarto trimestre del 2024 mostra un’accelerazione particolarmente significativa, con un incremento del 9,2% a parità di cambi valutari.

L’utile operativo adjusted si attesta intorno ai 4,4 miliardi di euro, in crescita del 9,4%, mentre l’utile netto si avvicina ai 2,35 miliardi di euro (+3% rispetto al 2023). Questi numeri evidenziano la capacità del gruppo di espandere i margini nonostante pressioni inflazionistiche, oscillazioni valutarie e costi energetici elevati. La marginalità operativa adjusted si posiziona intorno al 17%, un livello che testimonia l’efficienza industriale e commerciale raggiunta dopo anni di integrazione.

Un elemento chiave del successo recente è rappresentato dalle categorie emergenti. I Ray-Ban Meta, occhiali intelligenti sviluppati in partnership con Meta, hanno contribuito in modo significativo alla crescita, aprendo il settore verso il mondo degli smart glasses e dell’intelligenza artificiale indossabile. Parallelamente, le soluzioni med-tech come le lenti per il controllo della progressione miopica e le innovazioni in audiologia (con prodotti come Nuance Audio) rafforzano il posizionamento del gruppo come attore non solo nell’eyewear estetico, ma anche nella salute visiva e benessere.

Geograficamente, il Nord America rimane l’area più importante, contribuendo con circa il 45% dei ricavi totali, seguita da EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) e Asia-Pacifico, regioni in cui il gruppo continua a guadagnare quote. La rete retail conta decine di migliaia di punti vendita diretti e affiliati, tra cui LensCrafters, Sunglass Hut, Pearle, Vision Express e molte insegne locali.

La sostenibilità rappresenta un altro tema centrale. EssilorLuxottica ha ottenuto l’approvazione dei target di riduzione emissioni da parte del SBTi (Science Based Targets initiative), impegnandosi in un percorso verso la neutralità carbonica. Gli stabilimenti italiani adottano da anni pratiche di economia circolare, riciclo materiali e efficientamento energetico, elementi sempre più apprezzati dai consumatori e dagli investitori.

Il gruppo mantiene una struttura azionaria solida, con la famiglia Del Vecchio (tramite la holding Delfin) come principale azionista di riferimento, garantendo continuità strategica. Nel 2024 è stato proposto un dividendo di circa 3,95 euro per azione, confermando l’attenzione verso gli azionisti.

Il made in Italy di EssilorLuxottica non è solo una questione di produzione: è una filosofia che unisce tradizione artigianale, innovazione tecnologica e visione industriale globale. Dall’officina di Agordo del 1961 agli smart glasses del 2024, il percorso dimostra come un’impresa italiana possa conquistare i mercati mondiali senza perdere la propria identità. In un settore frammentato e competitivo, il gruppo rappresenta un caso unico di eccellenza manifatturiera che continua a generare valore economico, occupazione qualificata e prestigio per il sistema Italia.

Guardando avanti, EssilorLuxottica si posiziona come protagonista della trasformazione dell’occhialeria verso categorie sempre più connesse alla salute, alla tecnologia e alla sostenibilità, mantenendo saldo il legame con le sue radici bellunesi e italiane.

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